Associazione Culturale Civitas Claterna

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CLATERNA NEWS Bollettini 2011 N.4 e N.5

Progetto "Scoprire Claterna. Archeologia di una città sepolta"

RIPRENDONO GLI SCAVI ARCHEOLOGICI A CLATERNA

Un'antica residenza romana nel corso del tempo

BOLLETTINO N. 5                                                                                12 agosto 2011

Venerdì 5 agosto si è conclusa la campagna di scavi 2011 relativa al progetto di valorizzazione del settore 11 di Claterna.
Una volta completata la documentazione degli edifici di V e VI secolo (per i quali si vedano i bollettini precedenti), gli archeologi professionisti e gli studenti universitari hanno potuto raggiungere i primi strati relativi alla media e tarda età imperiale (III – IV secolo d.C.), quando nell’area era presente una domus.
L’esplorazione di questi livelli è appena iniziata e le maggiori novità emergeranno il prossimo anno, in occasione della seconda campagna di scavi; per il momento è stato possibile pulire i pavimenti in argilla compattata (c.d. battuti pavimentali) e numerosi manufatti che erano rimasti sigillati sotto il crollo dei tetti in laterizio.

Il battuto pavimentale della domus nella fase di III-IV secolo d.C. Anfora di importazione rinvenuta sul battuto pavimentale della domus nella fase di III-IV secolo d.C.

 

 

 

 

Un primo rapido esame dei manufatti raccolti, che in buona percentuale sono riferibili a vasellame presumibilmente ricostruibile, restituisce la 'fotografia' dell'insieme degli oggetti quotidiani in uso nell'edificio verso tra III e IV secolo, subito prima che la domus fosse quasi completamente ricostruita e cambiasse destinazione e aspetto; si segnalano anfore di produzione regionale e di importazione (tra cui un esemplare ricostruibile di anfora africana), così come una grande pentola da cucina e ceramiche fini da mensa.
Nella seconda campagna di scavo, programmata per il periodo luglio-agosto 2012, l’attenzione sarà concentrata nell'esplorazione di questo edificio, con l’obiettivo di comprenderne le caratteristiche architettoniche e di scoprire le ragioni del suo abbandono e della sua successiva trasformazione; ma non si mancherà di cominciare a lavorare al recupero delle tracce certe della domus ancora più antica, quella originaria di età repubblicana, e di esplorare eventualmente i suoi precedenti.
In questo modo, il settore 11 potrà diventare a tutti gli effetti emblematico dell'intera vicenda storica della città di Claterna.

Un momento della conferenza stampa del 27 luglioPanoramica generale dello scavo

 

 

 

 

 

Il bilancio di questa prima campagna del progetto incentrato sul settore 11, per essere completo, non va fatto tenendo conto esclusivamente del risultato scientifico (che pure è di grande interesse), ma deve riguardare anche un altro importante aspetto: quello della partecipazione e della collaborazione tra istituzioni ed enti di diversa natura.
Dal punto di vista del coinvolgimento dei privati e delle realtà imprenditoriali, va senza dubbio ribadita la lungimirante sponsorizzazione ad opera diCRIF, essenziale all’esecuzione del progetto del settore 11, dalla quale non deve comunque essere disgiunto il supporto logistico e di servizi fornito daIMAe daCUTICONSAI.
La collaborazione tra Associazione Civitas Claterna (promotore dello scavo) e  Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna (Direzione Scientifica) ha raggiunto in quest'occasione un'altra importante tappa sul cammino già intrapreso della costruzione del più ampio progetto di valorizzazione della città sepolta.
Alla collaborazione tra privati ed Enti pubblici si aggiunge ora un'apertura verso il mondo universitario (attraverso la collaborazione ufficiale con l'Università Ca' Foscari di Veneziae la partecipazione di altri studenti dalle Università di Bolognae di Ferrara) interpretata in chiave didattica partendo dal presupposto che l'esperienza 'sul campo' consente la formazione di  professionalità in ambito archeologico; ma, in questo senso, non va trascurato l'apporto in chiave di ricerca e di concreta attuazione del progetto. Foto di gruppo (II turno) l'ultimo giorno di scavo con gli studenti
Il successo di questa esperienza, forte del grande interesse manifestato dai circa venticinque studenti coinvolti, ci rende sicuri dell’importanza di continuare a seguire questa strada con grande determinazione .

 

Per l’associazione culturale Civitas Claterna
Dr. Claudio Negrelli

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BOLLETTINO N. 4                                                                                  25 luglio 2011

Lunedì 18 luglio ha avuto luogo l’avvicendamento dei gruppi di studenti provenienti dall'Università Ca' Foscari di Venezia e dalle Università di Bologna e di Ferrara; come nel primo turno, i nuovi studenti (in tutto quindici, cui vanno aggiunti i volontari) lavoreranno a Claterna per due settimane, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagnae con il coordinamento del Dott. Claudio Negrelli e degli archeologi professionisti Maurizio Molinari e Alessandra Tedeschi.
Dopo la visita guidata all'area archeologica, necessaria introduzione alle problematiche storico - archeologiche del sito, il gruppo ha preso contatto con lo scavo del settore 11, proseguendo l'esplorazione degli ambienti tardoantichi posti nella fascia centrale del medesimo. La direzione dello scavo sta dedicando una specifica cura agli aspetti didattici della ricerca, facendo si che ciascun partecipante sia consapevole dei temi di studio affrontati e delle caratteristiche del progetto, il cui fine ultimo è quello di una proposta museale ricostruttiva di ambienti e di funzioni dei medesimi. I problemi posti dalla stratigrafia sono discussi periodicamente con i coordinatori e con gli studenti, nell’ambito di un processo conoscitivo quanto più possibile trasparente e comprensibile.Lo scavo della casa tardoantica, panoramica da nordIl crollo con coppi e tegole, entro uno strato di argilla, da ovest. A sinistra un frammento di colonna marmorea, evidentemente reimpiegata nella casa tardoantica

 

 

 

 

L'esplorazione di altri ambienti, oltre a quelli centrali già individuati, ha permesso di aggiungere nuovi dati al quadro più generale degli eventi che portarono al processo distruttivo della casa tardoantica. Tutta la porzione settentrionale dello scavo, e probabilmente anche il muro perimetrale est, sembrano non essere stati colpiti in modo diretto dall'incendio che ha interessato il resto dell’edificio; il crollo è infatti qui costituito da uno strato di argilla di colore marrone – giallognolo, che ha coperto e  inglobato grandi frammenti di laterizi per lo più relativi ad elementi del tetto (coppi e tegoloni).
Mancano, al momento, particolari concentrazioni di frammenti di incannucciato concotto dal calore, o tracce carboniose di una certa consistenza. Pertanto ci troviamo plausibilmente di fronte ad una porzione di crollo del tetto frammista al residuo di una o più pareti perimetrali della casa tardoantica, composte da un alzato presumibilmente in argilla cruda. Alzati di questo genere potevano essere formati da mattoni crudi, oppure secondo la tecnica del pisé (argilla cruda compressa entro casseforme in legno), o ancora dell’incannucciato; l’assenza di elementi induriti dal contatto con il calore non permette per ora di individuare con precisione la tecnica adottata.
Si stanno in questo modo aggiungendo altri tasselli alla ricerca: il nucleo abitativo/produttivo, databile tra il V ed il VI secolo d.C., era composto da una o più unità abitative, che in parte sfruttavano muri di una più antica domus di età repubblicana-imperiale in laterizi, ciottoli e mattoni crudi, ma che in parte, soprattutto per quanto riguarda i divisori interni, ricevette nuove murature più leggere, formate da un telaio 'a graticciato' vegetale intonacato con argilla. Le coperture erano ancora costruite secondo la tradizione romana del tetto in cotto (tegole 'ad alette' e  coppi), almeno per quanto è visibile negli ambienti del settore centrale.
L'analisi accurata di tutti questi elementi fornirà la base documentaria per le successive proposte ricostruttive.Olla in ceramica da fuoco, ascrivibile al VI secolo d.C., in fase di ricomposizioneIl crollo con coppi e tegole, da est

 

 

 

 

Un altro importante tema di studio che sta emergendo in questi giorni riguarda  l'assetto topografico generale di questo settore della città, compreso tra il suburbio occidentale ed il foro, affacciato verso sud sulla via Emilia; come spesso accade nella ricerca archeologica, su questo piano si stanno profilando all’orizzonte risultati di estremo interesse, che non ci si aspettava di poter raggiungere. Durante l'età tardoantica proprio qui si registrano segnali di continuità abitativa particolarmente intensi, il cui studio rimanda direttamente al destino di Claterna e delle città romane occidentali fra V e VI secolo d.C., cioè al momento immediatamente successivo alla deposizione dell’ultimo imperatore d’Occidente; in particolare, il quesito pressante per le città come Claterna, che vennero abbandonate, è: nel VI secolo Claterna era ancora una città oppure no? Se lo era, come era strutturata e amministrata? Se non lo era, quale tipo di realtà insediativa prese il suo posto nella transizione verso il Medioevo?
Domande importanti, che ci si augura trovino le prime risposte già con le prossime settimane di scavo.Recupero di un frammento in osso lavorato, probabilmente un elemento di raccordo angolare per mobilio o per una cassa in legno
L’ultimo ambito di lavoro riguarda i manufatti. La presenza di contesti sigillati, cioè non disturbati da eventi verificatisi successivamente, sta regalando dei preziosi spaccati di una quotidiantià composta da vasellame per la cottura ed il consumo dei cibi, attrezzi da lavoro, oggetti di abbigliamento personale e numerosissime monete; soprattutto queste ultime sono il chiaro segno di un'economia di mercato ancora viva tanto sul piano locale, quanto su quello ben più ampio segnato dal passaggio della via Emilia: una strada di collegamento di straordinaria importanza fino ai nostri giorni.

Per l’associazione culturale Civitas Claterna
Dr. Claudio Negrelli