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CLATERNA NEWS Bollettini 2011 N.3

BOLLETTINO N. 3                                                                               18 luglio 2011

 

Venerdì 15 luglio è terminata la seconda settimana degli scavi inerenti il progetto di valorizzazione del settore 11, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna.
Gli studenti universitari, coordinati dal Dott. Claudio Negrelli e dagli archeologi professionisti Maurizio Molinari e Alessandra Tedeschi, hanno proseguito l'esplorazione degli ambienti tardoantichi posti nel settore centrale dello scavo. È stata qui ultimata l'asportazione degli strati di crollo, all'interno dei quali si conservavano numerose monete in bronzo e vasellame, soprattutto ceramica da fuoco destinata alla cottura dei cibi.
Gli elementi più interessanti emersi da questa prima parte dello scavo riguardano soprattutto lo studio di due aspetti: gli eventi che portarono alla distruzione degli edifici databili tra V e VI secolo e la ricostruzione delle tecniche edilizie.
Per quel che riguarda il primo punto è ormai chiaro che almeno parte delle strutture furono sottoposte ad un incendio, non solo in ragione della presenza di argilla concotta e di incannucciato solidificatosi per elevato riscaldamento (il cosiddetto incannucciato era un'intonacatura di argilla cruda stesa su graticciati lignei che costituivano a loro volta le pareti degli edifici, per lo più divisorie), ma anche per via delle numerose tracce di legno carbonizzato interpretabili come tracce lineari di travature ligneee crollate sui pavimenti. Lo scavo del crollo della casa tardoanticaParticolare di un focolare
Per quanto concerne il secondo punto, il recupero di numerosi frammenti di incannucciato d'argilla, che molto probabilmente sarà possibile ricomporre per più ampie porzioni, permetterà di avanzare ipotesi sul tipo di ordito ligneo che doveva costituire lo scheletro di sostegno delle pareti. Infatti l'argilla solidificata dal calore ne conserva una chiara traccia in negativo: probabilmente tale scheletro era formato da elementi disposti a reticolo e formati da una serie di sottili bastoni disposti in verticale, a loro volta intrecciati ad un'altra serie di rami disposti orizzontalmente. Il tutto era appoggiato a corsi di frammenti di mattoni cotti e di tegole alloggiati direttamente sul terreno, a scopo di isolamento dall'umidità.
Riuscire a capire esattamente la tecnica costruttiva tardoantica permetterà di proporre una ricostruzione fedele delle case dell'epoca, uno degli obiettivi specifici del progetto.
È proseguita l'attività di rilievo particolareggiato sul campo, così come la sua trasposizione in ambiente CAD al fine di un inserimento entro la più generale piattaforma GIS di Claterna. Particolare attenzione è stata prestata al disegno dei materiali ceramici, al fine di costituire una banca dati utile alle prossime pubblicazioni degli scavi.
Sempre più importanti si stanno rivelando gli aspetti didattici dello scavo: la sua complessità stratigrafica, unitamente alla possibilità di applicare diverse tecniche di recupero e di rilievo, nonché la pratica di uno studio integrato dei materiali e dei contesti, ne fanno un vero 'campo scuola' di grande utilità anche e soprattutto a livello di formazione universitaria. La risposta positiva che gli studenti delle università coinvolte stanno manifestando attraverso il grande impegno prestato incoraggia a proseguire in questa direzione, con la progettazione e lo sviluppo di programmi mirati.Un momento dello scavo, in primo piano un crollo di tegoleIl lavaggio dei materiali ceramici recuperati dalle stratificazioni di crollo

 

 

 

 

 

Per l’associazione culturale Civitas Claterna
Dr. Claudio Negrelli