Associazione Culturale Civitas Claterna

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SCOPRIRE CLATERNA E IL SUO TERRITORIO
Alcune proposte di itinerari turistici
Fra la città romana e il Parco dei Gessi Bolognesi

Il Parco dei Gessi in località Settefonti     Nel territorio ozzanese, pianura e collina si incontrano nel punto in cui, più di due mila anni fa, i Romani aprirono la via Emilia; ad ovest, confine naturale è il torrente Quaderna, il cui nome richiama alla mente un lontanissimo passato, forse etrusco.
Le colline, tutelate dalla presenza del Parco dei Gessi Bolognesi, rappresentano una terrazza naturale che si affaccia sulla pianura e costituiscono una splendida quinta scenografica per chi si muove lungo la via Emilia.

Il territorio ozzanese nel Cinquecento

 

 

    Questo ampio territorio custodisce oggi numerose testimonianze del suo antico passato, fatto di persone e insediamenti che nel corso del tempo si sono spostati fra la pianura e le prime colline.

 

 

 

    Il nostro piccolo viaggio nel tempo inizia dalla città romana di Claterna, risalente alla prima metà del II secolo a.C., nel punto in cui la via Emilia incontra il torrente Quaderna e da qui partivano importanti strade che si dirigevano verso nord, nel cuore della Pianura Padana, e verso sud, a svalicare l’Appennino per raggiungere l’Italia centrale, Claterna ha svolto per quasi otto secoli un indubbio ruoloGli scavi archeologici di Claterna itinerario, simboleggiato dalla presenza del mercato che trovava la sua sede naturale al centro della città, nel foro.

 

San Pietro di Ozzano, la torre e il giardino archeologico    Salendo sulle prime colline ozzanesi, a pochi chilometri dalla via Emilia, si incontra San Pietro di Ozzano; il piccolo abitato visibile oggi è l’erede di un importante castello che ha rappresentato il principale centro ozzanese durante l’età medievale, come testimoniano la torre che saluta il visitatore all’ingresso del borgo, la chiesa di San Pietro nel punto più alto della collina e il giardino archeologico sorto attorno ai resti di alcune case quattrocentesche).


Le Armi, la fontana monumentale

    Immediatamente a ovest di San Pietro, in uno splendido parco pubblico, troneggia la fontana monumentale che abbelliva la villa nobiliare della famiglia bolognese dei Dall’Armi; villa di delizie, ma anche importante azienda agraria che garantì lavoro e sostentamento alla popolazione locale durante l’età moderna.
Salendo ancora in direzione di Settefonti, si incontra prima l’oratorio in località Monte Pieve; qui nel Medioevo sorgeva la pieve romanica di San Giovanni in Toraciano o pieve di Pastino, la principale chiesa ozzanese fino alla metà del Cinquecento, quando venne ridotta ad oratorio e i suoi diritti trasferiti nella vicina San Pietro.

    Il viaggio si conclude a Settefonti, dove ha sede il Centro Visita “Villa Torre” del Parco dei Gessi Bolognesi, aperto recuperando una villa di impianto cinquecentesco. Da qui, il panorama sulla via Emilia e sulla pianura sono mozzafiato; da qui, è possibile seguire i sentieri del Parco dei Gessi per partire alla scoperta dell’ambiente dei calanchi bolognesi, che sono stati il teatro della più nota leggenda ozzanese, quella della Beata Lucia da Settefonti.

Settefonti, la chiesa di Santa Maria    Poco sopra Villa Torre sorgono maestosi i resti monumentali della chiesa di Santa Maria di Settefonti, le cui forme moderne inglobano le originarie murature medievali in blocchi di selenite; nell’Ottocento, questa collina fu luogo di villeggiatura di Marco Minghetti, uomo politico bolognese che, dopo aver partecipato alle guerre d’indipendenza, fu per due volte Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia.

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