"Claterna: una citta' romana a cavallo della via Emilia. Tre anni dopo"
e
"Claterna: dalla mostra allo scavo archeologico. Viaggio nel mondo del cibo"
Grande affluenza di appassionati ai primi due appuntamenti primaverili della nostra associazione: la conferenza che si ètenuta giovedì 15 maggio nella Sala Giorgio Grandi del Palazzo della Cultura di Ozzano dell’Emilia (BO) e la mattinata a tema di domenica 18 maggio,che hanno guidato i visitatori attraverso le vetrine della mostra ozzanese e fra i nuovi reperti dell’area archeologica
A tre anni dalla sua costituzione, l’associazione Civitas Claterna ha incontrato il grande
pubblico per illustrare le novità emerse dagli scavi archeologici e per presentare il progetto scientifico generale, che guiderà le attività dei prossimi anni e la cui realizzazione è stata avviata già nel 2007. In particolare, le indagini del 2008 si propongono l’analisi sistematica di tutta l’area a nord della via Emilia e di una parte di quella a sud, con l’obiettivo di individuare i limiti fisici della città e di verificare la possibile esistenza di aree funerarie lungo il cardine massimo settentrionale, dove nel 2007 è stata rinvenuta una stele in arenaria.
La nuova campagna di scavi, iniziata a marzo, ha innanzitutto interessato il margine nord-occidentale della città, in prossimità del torrente Quaderna;attraverso l’apertura di trincee, sono state messe in evidenza profonde stratigrafie, che attestano il verificarsi di uno o più episodi di tipo alluvionale ad opera del torrente e che hanno interessato questa parte della città antica dopo la fine dell’età romana.
In alcuni punti, sono poi emerse consistenti tracce delle barriere realizzate per proteggere l’abitato dall’attività del Quaderna, che nell’antichità aveva una portata maggiore rispetto a quella attuale. Il terrapieno, creato attraverso numerosi riporti di terreno, era contenuto entro strutture murarie; una di queste, individuata proprio nei lavori in corso, è costituita da un paramento esterno in blocchi di arenaria, entro cui, a distanze regolari, si inseriscono contrafforti.
Sia a nord che a sud della via Emilia sono stati aperti due settori di scavo, entrambi gia' noti agli archeologi. Il primo sta restituendo la porzione iniziale del cardomassimo della città ed il suo innesto sulla via Emilia antica; la pavimentazione stradale, in piccoli blocchi di pietra irregolarmente sbozzati e ciottoli di fiume, restituisce le impronte disegnate nel corso dei secoli dal continuo passare dei carri sulle due strade principali della città.
Il secondo settore di scavo rappresenta la prosecuzione dell’intervento iniziato nel 2006 nell’area di una grande domus, impreziosita dalla presenza di pavimenti a mosaico e cocciopesto; l’edificio è stato parzialmente individuato per la prima volta negli anni Cinquanta e Sessanta, ma all’epoca i lavori si concentrarono esclusivamente sulla messa in luce dei pavimenti, senza registrare tutti quei dati stratigrafici che la moderna metodologia di scavo permette poi di trasformare in informazioni utili alla ricostruzione dell’alzato dell’edificio, della sua storia attraverso i secoli e della sua vita quotidiana.
Dalle indagini di quest’anno è emerso un primo, interessante dato; in origine, la domus recava pavimentazioni a cocciopesto decorato con inserti di tessere musive, tecnica che
rimanda con certezza all’età repubblicana; solo un po’ più tardi, nella prima eta' imperiale, furono aggiunte le pavimentazioni a mosaico.
Inoltre, sta assumendo una forma definita l’impianto di questa parte della domus, le cui stanze si articolano attorno ad un ambiente centrale che doveva essere scoperto; la prosecuzione dello scavo permetterà di chiarire la funzionalità di questo spazio.